I
vent’anni della Fondazione “Antonio
Guarasci”
L’eredità di Guarasci: la cultura prima di tutto
Tracciare
oggi un bilancio dei primi vent’anni di attività della Fondazione culturale
intitolata ad Antonio Guarasci, primo presidente della giunta regionale
calabrese, rappresenta per noi non solo un’occasione per ricordare nella
figura del Prof. Guarasci un protagonista di assoluto rilievo nel panorama
politico calabrese e meridionale, col suo radicale apporto di idee e di
battaglie civili, da lui profuse nella prospettiva del rinnovamento delle
istituzioni e nella pratica militante di un nuovo meridionalismo fondato sulla
nascita economica e civile delle popolazioni locali, ma ci offre anche
l’opportunità in una prospettiva di ricostruzione sub specie antropologica
dei processi di innovazione culturale in ambito regionale, di affrontare e
ripensare criticamente il suo prezioso lascito culturale, la sua figura di
intellettuale e di uomo di studi fecondo di iniziative di progresso, di azioni
di sviluppo culturale e di scelte civilizzatrici di alto ed insuperato valore
prospettico.
Quello
di Guarasci fu infatti un orizzonte di valori e di azioni che anche l’arena
politica aveva posto costantemente al centro il primato della cultura. Ma non di
una cultura libresca e astratta si trattava, quanto piuttosto di una cultura
sociale moderna e pratica che affrontava i problemi e le questioni sul tappeto
per avviarle a risoluzione. Fu questo un primato culturale di cui Guarasci per
spessore e acutezza di studio e novità di proposte di analisi fu protagonista
in proprio ed interprete di primo piano. Qualità di analisi ed acume culturale
che nel corso delle sue attività istituzionali non hanno mai cessato di
rappresentare il fulcro della sua lungimirante e insuperata visione politica. Un
protagonismo culturale quello di Guarasci che, rifiutando le angustie
rivendicative e il provincialismo culturale di certo meridionalismo da
strapaese, configurava sempre una visione alta e complessiva dei problemi della
propria terra. Proprio
la visione aperta e innovatrice che fu nella cultura e nell’opera di Guarasci
rappresenta dopo la sua morte il quadro di riferimento all’interno del quale
da un quindicennio si muove l’intensa attività culturale e formativa che
ispira la Fondazione culturale cosentina che del professor Antonio Guarasci
porta il nome e al cui prestigio culturale ha portato il contributo di nuove
risorse. Fondazione che lungo gli anni, senza richiudersi in angusti e vuoti
provincialismi e nel consueto rituale celebrativo di glorie locali, si è aperta
al contributo ed al confronto con le forze culturali vive e operanti sul
territorio, collaborando con enti ed istituzioni di ricerca a carattere
regionale, affrontando tematiche di rilievo e linee di analisi che sono
diventate patrimonio comune per una generazione di giovani studiosi e di
corsisti formatisi nell’insegnamento di un meridionalismo moderno,
nell’ambito di una visione dei problemi fortemente pratica e propositiva.
Una
lezione meridionalista ispirata da una forte spinta modernizzatrice, che ha
conservato la sua originaria impronta solidaristica e riformatrice, legata ai
temi della rinascita culturale e del rilancio economico delle aree locali: è
stato questo il criterio ispiratore che ha informato di fatto la programmazione
culturale e scientifica che ha accompagnato per un quindicennio la proposta
formativa portata avanti dalla fondazione Guarasci attraverso corsi di
formazione e convegni di studio, conferenze, dibattiti e in ultimo promovendo
ricerche e attività didattiche a carattere universitario che di fronte alle
urgenze della crisi, nella odierna realtà regionale hanno dato attuazione a ciò
che resta l’eredità fondamentale dell’insegnamento guarasciano, nel cui
spirito prosegue oggi l’opera culturale e di impegno civile intrapresa
dall’istituzione culturale a lui dedicata. La cifra di tali attività intende
far rivivere nelle prospettive della sua ricerca storiografica e nelle
innovative sintesi culturali del suo impegno politico e del suo pensiero,
segnati dalla capacità di intravedere, superando con intelligenza prospettica
il bordo periferico della marginalità calabrese, la possibilità di ricollocare
la regione al centro delle grandi direttrici di governo del nuovo equilibrio
democratico e istituzionale del paese, riconquistando così, dopo la paralisi
del ceto politico tradizionale, espressione del “galantomismo” assoggettato
al blocco sociale conservatore e reazionario che rappresentò la Calabria nel
lungo periodo che va dal giolittismo al fascismo, un ruolo incisivo nelle sedi
forti di decisione politica e di economica del nostro paese. Espressione di un
ceto politico formatosi nel clima di fervido impegno culturale e politico che
animò le migliori figure del meridionalismo militante balzate sulla scena
istituzionale nelle regioni del Sud uscite dal disastro post-bellico del secondo
dopoguerra, Guarasci fu così in grado di proporre la Calabria come area di
risorse spendibili nelle politiche di sviluppo economico che prendevano forma
nel paese reale. La sua visione di una Calabria in grado di sostenere e
orientare positivamente le sfide della modernità, che mobilitando le sue
migliori risorse integrandosi alla marcia di sviluppo del resto del paese
imbocca finalmente la strada del
progresso e fuoriesce così dal secolare cono d’ombra del sottosviluppo,
costituisce per noi che operiamo in seno alla sua Fondazione il suo lascito
prezioso di critico sociale e di polemista appassionato, di uomo del
rinnovamento, di storico e di lucido studioso delle vicende della società
meridionale e calabrese. Un magistero culturale controcorrente che interrottosi
con la prematura scomparsa del Prof. Guarasci avvenuta per un tragico incidente
della strada nel 1974, ha potuto continuare a dare i suoi frutti anche dopo la
sua morte, quando l’opera, gli studi e gli insegnamenti di Guarasci sono stati
raccolti dagli eredi e il suo pensiero, con la valorizzazione dei suoi scritti
socio-culturali e della sua vasta documentazione in materia di politiche
istituzionali, si è potuto riarticolare in discorso culturale. Attraverso la
costituzione di una fondazione culturale ad hoc, il pensiero politico e la
proposta culturale di Guarasci si sono potute prolungare laddove la sua
scomparsa aveva lasciata la sua opera di rinnovamento vasta e lungimirante
temporaneamente interrotta, articolandosi in modo vivo operante dopo la sua
scomparsa attraverso le attività della fondazione culturale a lui intitolata e
attiva nella città di Cosenza dalla metà degli anni ’80, per opera solerte e
infaticabile del cenacolo di intellettuali, politici, operatori economici,
educatori ed uomini di cultura che nel nome di Guarasci furono riuniti intorno
alla figura della fondatrice, S.ra Geltrude Buffone Guarasci.
Le attività istituzionali
Il ruolo di proposta culturale sviluppato lungo questo primo ventennio dalla Fondazione Guarasci, articolatosi in attività di crescente interesse e di riconosciuto valore scientifico, ha dato vita a partire dal 1986 ad un impegno di originale e qualificata elaborazione culturale. Tale attività annovera quale punto principalmente qualificante gli indirizzi di programmazione perseguiti dalla fondazione, numerose azioni culturali e progetti di formazione a favore dei giovani studenti calabresi e dello sviluppo delle attività di promozione dell’offerta culturale e associativa rivolta in un primo luogo alla comunità regionale calabrese e ad un’utenza presente in Italia e nel mondo attraverso il canale della diaspora migratoria.
Tali attività si imperniano attualmente intorno a una ricca e qualificata rete di iniziative a carattere istituzionale che si rinnova costantemente e affronta temi di interesse socio economico e di approfondimento culturale. L’alto valore delle attività culturali che si svolgono presso la Fondazione Guarasci è stato ufficialmente riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali, erogatore di un primo contributo concesso alla Fondazione in ottemperanza alla recente legge n. 534/1996 che prevede la registrazione regolamentata e il sostegno degli enti culturali che svolgono sul territorio attività di riconosciuto valore e di pubblica utilità.La biblioteca “A. Guarasci”
La biblioteca della Fondazione, attualmente in fase di adeguamento, ricca di oltre 4.000 titoli è specializzata nei temi dell’emigrazione, dello sviluppo economico e del dialogo interculturale. Al suo accesso e alla consultazione dei materiali di studio sono ammessi studiosi, borsisti e studenti interessati a sviluppare studi e ricerche sul pensiero di Antonio Guarasci (attraverso la consultazione del fondo Guarasci) e sui temi dell’emigrazione, del multiculturalismo, sui rapporti Nord-Sud, su federalismo e riforma istituzionali, sulle economie del lavoro e sugli aspetti della cooperazione in ambito euromediterraneo.
La biblioteca della Fondazione Guarasci dispone inoltre di un collegamento con la rete Internet e di un apposito sito allestito con pagine di informazione sulle attività culturali svolte dalla Fondazione.La comunicazione
Gli aspetti di comunicazione sociale e le principali notizie relative
alla vita associativa e culturale della Fondazione Guarasci sono garantite sin
dal 1986 dall’uscita con periodicità mensile di un organ house portavoce
ufficiale della “Fondazione Antonio Guarasci”, bollettino d’informazione e
di ricerca culturale.
Il
periodico ospita notizie e brevi articoli a carattere culturale e di
informazione locale e regionale collegate alla vita associativa e alle attività
sociali svolte presso la Fondazione.
La
produzione culturale che si svolge nella sede istituzionale annovera inoltre con
scadenza mensile convegni e dibattiti, presentazioni di libri, conferenze e
seminari su temi a carattere socio-culturale e politico istituzionale alle quali
partecipano intellettuali e studiosi di rilievo nazionale e internazionale.
Dal
1986 la Fondazione Guarasci assegna inoltre un premio giornalistico intitolato
alla memoria di Antonio Guarasci. Il premio a carattere nazionale è stato
assegnato a giornalisti e operatori dell’informazione particolarmente
distintisi per la loro attività professionale con articoli e inchieste che
propongono nell’ambiente della comunicazione e nel mondo dei mass media
l’approfondimento culturale e la migliore comprensione dei temi e dei problemi
legati alla modernizzazione e allo sviluppo attualmente emergenti dalla
complessa realtà meridionale e calabrese e dalle sue profonde e più recenti
trasformazioni. La
Fondazione, sensibile alle esigenze delle istituzioni scolastiche e di altre
organizzazioni culturali operanti nella città di Cosenza, nel 1989 ha inoltre
donato al Liceo Classico Telesio un fondo bibliografico di 4.000 volumi, mentre
sin dal 1989 ha istituito e concesso borse di studio per studenti medi e giovani
laureati calabresi distintisi per i loro studi e per ricerche di argomento
meridionalistico.
Il
futuro possibile: verso un “forum” dell’associazionismo
calabrese
Infine anche per la prestigiosa attività sviluppata lungo questo primo
ventennio di vita della Fondazione Culturale Antonio Guarasci, che per prima in
Calabria ha battuto la strada di una proficua sinergia tra pubblico e privato,
si pone un problema di prospettive. Si avverte dopo una lunga e maturata
esperienza associativa la necessità di una svolta culturale con l’adeguamento
della struttura organizzativa di una tradizionale associazione culturale in
grado di raccogliere la sfida di un nuovo modo di promuovere cultura e la
complessità dei tempi. Una verifica che si impone, come dichiara il suo passato
Presidente On. Pietro Rende, nella sua relazione annuale ai soci, a seguito
degli sviluppi intervenuti nei processi culturali e formativi e nella
congiuntura di cambiamento epocale in atto anche in seno alla società regionale
calabrese. La
Fondazione Guarasci cresciuta in questi anni per il suo indubbio prestigio, per
gli indubbi meriti promozionali e per la chiara ma incisiva neutralità dei suoi
scopi associativi di alto valore culturale e sociale può, a mio avviso,
mettersi alla testa di un network di istituzioni ed enti culturali calabresi per
elaborare in collaborazione con l’Università e gli enti di gestione del
territorio una rete regionale in grado di realizzare servizi reali per lo
sviluppo della cultura e della comunicazione sociale.
Un
nuovo forum dell’associazionismo culturale calabrese rappresenta dunque la
prospettiva più prossima di impegno per uno sviluppo possibile della Fondazione
Antonio Guarasci che la veda confermata nel ruolo di protagonista di primo piano
nel suo prossimo futuro nelle attività del cosiddetto “terzo settore”,
quello dei servizi di aiuto allo sviluppo e nelle attività del lavoro no-profit.
Un settore che anche in Calabria è destinato a occupare un ruolo strategico e a
diventare con la riforma dell’associazionismo una leva fondamentale per lo
sviluppo diffuso di nuove forme di impegno sociale e culturale nella nostra
regione.
La
nuova legge che inquadra e rilancia in funzione produttiva e dei servizi reali
le attività degli enti culturali nel nostro paese, la recente legge ONLUS
(Organizzazioni non lucrative a fini di utilità sociale), fornisce dunque anche
per le prospettive di futuro della Fondazione Guarasci un’utile e
indifferibile punto di riferimento, che nota ancora Pietro Rende “può
consentire alla Fondazione una metamorfosi e una concretizzazione più evidente
e incisiva dei nostri fini associativi; ma va studiato l’impatto con
l’ambiente e con il nostro potenziale interesse a divenire un Ente erogatore e
gestore di nuovi servizi nel campo della ricerca e dell’alta formazione
europea, dell’editoria elettronica e nella comunicazione on line, nel settore
no-profit, nei servizi reali al settore della cooperazione e della solidarietà
sociale”
Prof. Mauro Francesco Minervino